AQUILEIA (Ud). Dal Marinoni agli scavi di Aquileia.

Messaggero Veneto — 16 ottobre 2010.

Il progetto Giovani geometri crescono e…diventano archeologi!

Grazie a un progetto di collaborazione unico nel suo genere a livello nazionale, stretto fra la Soprintendenza del Friuli Vg, la Società friulana di archeologia (Sfa) e l'istituto Marinoni, 14 studenti della scuola di viale monsignor Nogara hanno riscoperto le antiche mura della storica capitale del Friuli.

Durante le due settimane di lavoro ad Aquileia gli studenti delle classi seconde, terze e quarte hanno svolto anche un rilievo topografico dell'intera area oggetto di scavo, assistiti dagli insegnanti Maurizio Bosa e Gianni Tilatti.

Si è trattato per quasi tutti gli studenti di un'esperienza nuova perché il rilievo topografico è generalmente svolto solamente nel corso del quarto e quinto anno di studi.

Durante le giornate dedicate al rilievo, gli allievi hanno così potuto fare conoscenza e imparare a usare una stazione totale, strumento elettronico comunemente usato in campo professionale, misurando angoli e distanze che sono poi memorizzati.

Nel complesso sono stati rilevati oltre 200 punti in modo da poter poi rappresentare graficamente in scala l'intero complesso di murature emerse durante gli scavi.

Nelle prossime settimane gli studenti si cimenteranno quindi nella restituzione a computer di quanto rilevato così da ottenere una mappa aggiornata e dettagliata dell'intera area oggetto di scavo.

Anima teorica del corso è stato Massimo Lavarone, archeologo della Sfa che ha descritto la zona oggetto dell'intervento: "L'area si trova a ridosso del tratto occidentale delle mura tardo antiche di Aquileia, all'esterno delle quali nel IV-V secolo fu disposta anche una piccola necropoli di inumati entro anfora, in tutto 41 individui che forse abitavano nelle vicinanze. La zona scelta è stata in parte indagata fin dall'epoca dell'impero austro-ungarico e specialmente al tempo di Giovanni Battista Brusin, è compresa tra le fortificazioni bizantine a zig-zag, a sud, e una costruzione tardo antica che si sovrappone in parte a strutture di epoca precedente. Come nell'area lungo il porto fluviale, anche qui c'è una stratificazione molto complessa che compendia più di un migliaio di anni di storia. Fu parzialmente interrotta, probabilmente nella prima metà del XIII secolo, dallo scavo della cosiddetta roggia della Pila che delimitava a nord il tracciato delle mura medievali, originariamente formate solamente da un rialzo di terra che coprì parte delle strutture di epoca bizantina".

Fra i pensatori del corso anche Maurizio Buora, ex direttore dei Civici musei.

Autore: Michela Zanutto

Fonte: Messaggero Veneto — 16 ottobre 2010.