LA PASSIONE DI SCAVARE NEL PASSATO.

ilNUOVOfvg settimanale del 21 dicembre 2007

Fondata a San Vito al Tagliamento la quinta sezione della Società Friulana di Archeologia. Sarà di supporto al museo civico.


Il 18 dicembre scorso nella sede della Biblioteca civica di S. Vito al Tagliamento, alla presenza dell’assessore comunale alla cultura Antonio Di Risceglie e del responsabile dell’Ufficio cultura del comune Angelo Battel, è stata fondata la sezione “Destra Tagliamento” della Società Friulana di Archeologia.


La Società, fondata nel 1989, oltre alla sede centrale di Udine (ubicata nella Torre di porta Villalta) conta con le sezioni Carnica (Tolmezzo), del Medio Friuli (Codroipo), Isontina (S. Canzian d’Isonzo). Essa è la maggiore associazione di volontariato culturale in regione, con i suoi quasi cinquecento iscritti, e uno dei gruppi più consistenti in Italia (il terzo in base al numero di soci).


Comprende persone di varia età che sono genericamente appassionate a temi di carattere archeologico e alla valorizzazione delle testimonianze del proprio territorio: i membri non si vietano la conoscenza di altre aree e di problemi non squisitamente locali, ma soprattutto intendono operare attivamente, nei limiti propri di un’associazione di volontariato a supporto dell’attività degli organi istituzionalmente preposti, alla valorizzazione delle testimonianze archeologiche e alla loro migliore conoscenza.


Una parte notevole dell’attività è indirizzata al mondo della scuola sia dell’obbligo sia degli istituti di istruzione secondaria, di cui numerosi ragazzi al termine dell’anno scolastico sono portati a Paestum, in Campania, insieme con i loro insegnanti, per uno stage archeologico di due settimane o nello scavo del castello superiore di Attimis, che ha luogo in luglio, ove si impartiscono lezioni sul campo. La Società ha poi proprie pubblicazioni (una rivista annuale e una collana di studi) che trattano temi e problemi di carattere archeologico, non solo di ambito locale.


Molto spesso le diverse sezioni, come quella di Udine, sono strettamente connesse a musei, di cui seguono l’attività e che spesso aiutano in vario modo, ad es. coadiuvandone le ricerche archeologiche, gli studi e pubblicazioni e le iniziative espositive.


Anche a San Vito esiste un museo, aperto da Federico De Rocco nel lontano 1960 nella Torre Raimonda, che raccoglie elementi dall’età della pietra al periodo longobardo, con pregevoli testimonianze pittoriche bassomedievali e soprattutto con le importanti tombe paleovenete della necropoli di San Valentino.


Esso a breve sarà trasferito in forma di molto ampliata e secondo tutti i moderni dettami della museologia nel medievale palazzo Altan, in corso di recupero, straordinario esempio di abitazione nobiliare ornata da testimonianze artistiche di altissimo livello.


La Destra Tagliamento ha visto a partire dal secondo dopoguerra il fiorire di tutta una schiera di appassionati di archeologia che hanno fornito elementi di primaria importanza per comprendere lo sviluppo e la dinamica degli insediamenti antichi.


I primi si raccolsero a partire dai primi anni Cinquanta intorno al conte Giuseppe di Ragogna, figura molto singolare di studioso che visse nell’avito castello di Torre di Pordenone e riuscì ad appassionare all’archeologia una folta schiera di giovani, distribuiti in varie località. Nel suo castello si trova oggi la sede del museo archeologico del Friuli occidentale, gestito dal Comune di Pordenone.


Il gruppo di San Vito al Tagliamento si raccoglie intorno a Daniele Callari, eletto coordinatore della sezione, e ha come padre spirituale il prof. Piero Tasca, autore di molte indagini di scavo e nel Sanvitese e nel Codroipese e noto studioso della protostoria friulana e dell’Italia nordorientale.


Tra i programmi della sezione vi è la ricerca sul campo, la valorizzazione del patrimonio che attualmente si conserva nel museo di S. Vito e la sua migliore presentazione nel nuovo allestimento mussale. Tra i programmi a breve termine rientra anche l’allestimento di una mostra sui pesi di epoca romana, in collaborazione con il Museo Archeologico di Udine.


Il tema è tornato recentemente di attualità dopo che nel museo di Campogalliano (Mo) è stata allestita una mostra su questo aspetto, mostra che ha dato la stura a tutta una serie di nuove indagini e ulteriori ricerche. E’ prevista anche nel corso del 2008 l’organizzazione di un incontro di studi che metta in luce le potenzialità e le prospettive di ricerca dell’area a ridosso del Tagliamento.