Pécs (153.000 ab.) é la capitale della Contea di Baranya e la maggior cittá dell’Ungheria transdanubiana (Dunantul). La Baranya occupa un territorio delimitato a meridione dalla Drava e a settentrione dalla zona collinare del Mecsek (massima cima 682 m). Il paesaggio della Baranya si distingue da quello della grande pianura magiara essendo movimentato da numerose zone collinari, alcune delle quali a vocazione vitivinicola. Il Danubio la bagna a sud-est presso la cittá di Mohács, dove nel 1526 50.000 turchi agli ordini di Solimano il Magnifico annientarono circa 23.000 soldati ungheresi decretando l'inizio dell'occupazione turca dell'Ungheria meridionale. Il re stesso Luigi II Jagellone cadde in battaglia, con grande sgomento di tutta l'Europa. Per un caso del destino anche Solimano sarebbe morto in Baranya esattamente 40 anni piú tardi durante l'assedio della cittá di Szigetvár, famoso per l'eroica resitenza del comandante Zrínyi Miklós che con 2300 uomini riuscí a fermare per un mese l'immenso esercito turco, forte di 90.000 soldati.
Pécs è una delle più antiche sedi vescovili d'Ungheria ed è sede della più antica università magiara, fondata nel 1367 dal Re Luigi il Grande. La città può vantare un tessuto urbanistico pregevole e una lunghissima storia a partire dalle età del Bronzo e del Ferro: sul monte Jakabhegy esistono tutt'ora i resti di uno dei più grandi castellieri dell'Età del Ferro esistenti in Europa. Verso l'inizio del II d.C. i romani fondano nella zona numerosi centri per la produzione vinicola. Il capoluogo di quest'area prende il nome di Sopianae, poi Quinque Ecclesiae (Fünfkirchen), infine Pécs. Nel 296 d.C. Diocleziano divide la Pannonia in quattro regioni amministrative: Pannonia Prima, Pannonia Secunda, Pannonia Savia e Pannonia Valeria, quest'ultima con capitale Pécs.
In epoca costantiniana Sopianae divenne un importantissimo centro cristiano come testimoniato dalla vasta area sepolcrale, unica necropoli del suo genere in Europa (esclusa l'Italia) per ricchezza e quantità di resti archeologici paleocristiani. Nel 380 la città, nel pieno del suo sviluppo edilizio, è colpita dall'irruzione dei Goti a causa della quale tutta la regione viene abbandonata dalle istituzioni romane. L'importanza del suo patrimonio paleocristiano ha meritato alla città di Pécs il titolo di Sito Patrimonio dell'Umanità attribuitole dall'UNESCO nel 2000. Per la stessa ragione Pécs è stata scelta assieme ad Essen e ad Istanbul come Città Europea della Cultura per il 2010.
Nel 896 Árpád irrompe nel bacino carpatico con le sue tribù ungheresi. Nel giro di un secolo Pécs riacquista un ruolo di primaria importanza nella regione transdanubiana. La città diviene sede vescovile e viene dotata di una splendida cattedrale romanica, ove tutt'ora riposa il Re d'Ungheria Pietro Orseolo, figlio del doge Ottone Orseolo e nipote di Santo Stefano, primo sovrano cattolico d'Ungheria. Al periodo medioevale risale la cinta muraria tutt'ora esistente seppur rimaneggiata in epoche successive.
Dal 1543 al 1686 la città diviene parte dell'Impero Ottomano ed è governata da un Pașa secondo la legge islamica della Shari'a. Del periodo turco Pécs conserva due moschee e un minareto oltre ad un mausoleo e ad alcuni resti del bagno turco.
A partire dai primi anni del '700 la città e il suo territorio divengono la meta di migliaia di coloni provenienti dalla Germania meridionale che contribuiscono alla rinascita economica e culturale dell'intera regione. Tutt'ora la minoranza di lingua tedesca della Baranya (Svábok = Svevi) arricchisce con le sue tradizioni il panorama culturale di questa parte dell'Ungheria.
Nel 1777 Maria Teresa toglie al vescovi di Pécs la sovranità sulla città che diviene Città Libera del Regno. Inizia un periodo di grande crescita economica e urbanistica che dota la città di pregevoli palazzi pubblici e privati in una tipica atmosfera austro-ungarica per molti versi simile a quelle di Gorizia e Trieste.
Programma:
- Venerdì, 2 aprile: ore 7,00, ritrovo e partenza (pullman),
- ore 10,00 c., arrivo a Ptuj (Poetovio), visita della città e del suo museo archeologico. (pranzo libero o al sacco).
Nel 69 d.C. le legioni danubiane di stanza a Poetovio, tra le quali la Legio XIII Gemina, acclamano imperatore Vespasiano e partono alla conquista dell'Italia in mano a Vitellio. Trent'anni dopo Traiano rinomina la città Colonia Ulpia Traiana Poetovio e sposta le legioni verso le zone di confine ormai lontane. La città sorge sulle rive della Drava ed è dominata dal Ptujski Grad, castello costruito tra il XIII e il XIV secolo, un tempo proprietà della famiglia Herberstein. Oggi è sede del Museo Provinciale con ricche collezioni d'armi e strumenti musicali d'epoca, di dipinti e di arredamenti appartenuti agli Herberstein. Il Monastero dei Domenicani ospita il Museo Archeologico con importanti reperti d'epoca romana e un'interessante collezione di reperti inerenti il culto del dio Mitra, del quale Ptuj fu uno dei più importanti centri europei. Il santo pannonico Vittorino (250 – 304 d.C.), uno dei primi esegeti del cristianesimo danubiano, fu vescovo di Ptuj e martire sotto la persecuzione di Diocleziano. Dalle sue opere superstiti (Commento dell'Apocalisse di Giovanni, Creazione del Mondo) si percepisce una chiara influenza della Chiesa Aquileiese.
- ore 16,00, partenza da Ptuj per Pécs, sistemazione in albergo, cena e pernottamento).
- Sabato, 3 aprile: - ore 9,00, ritrovo nella piazza principale della città e visita dei monumenti rilevanti del centro storico.
- ore 11,00, visita al museo archeologico della contea.
Il museo vanta uno dei rarissimi ritratti bronzei dell'imperatore Marco Aurelio oltre a importanti sculture capaci di testimoniare l'arte provinciale romana come la Venere di Kővágószőlős, il Bacco di Szentlőrinc o il Saturno di Pécs.
- ore 12,30 circa, pranzo libero.
- ore 14,30, visita al complesso monumentale dell’area sepolcrale paleocristiana e alla cattedrale (serata libera).
La necropoli del quarto secolo costituisce la più vasta area sepolcrale paleocristiana in Europa dopo le catacombe di Roma. L'area è disseminata di camere sepolcrali ipogee il più delle volte affrescate con temi dell'Antico Testamento (Elia sul carro infuocato, Daniele nella Fossa dei Leoni, Noè e l'Arca, Eva e il serpente) o del Nuovo Testamento (Madonna col Bambino, Pietro e Paolo). Particolari la Cella Trichora e la Cella Septichora, quest'ultima ancora oggetto di studi interpretativi e unico esempio del suo genere oltre a quello ritrovato a Pola in Istria. Recenti scavi hanno identificato una grande struttura architettonica a pianta ottagonale adiacente all'odierna cattedrale, riconducibile con ogni probabilità all'antico battistero della comunità, più tardi riutilizzato come grande camera sepolcrale.
- Domenica, 4 aprile (Pasqua): ore 9,00, visita alla Biblioteca Klimó
Klimó György (1710, 1777) fu uno dei più potenti vescovi di Pécs, grande mecenate di matrice illuminista. Le sue collezioni di libri antichi e di monete furono sistemate nella biblioteca pubblica da lui fondata, vero e proprio scrigno ricco di importanti e rari incunaboli e di altri antichi volumi, molti dei quali dedicati alle scienze o all'enciclopedismo, fatto questo piuttosto inconsueto per una biblioteca ecclesiastica.
Visita al Museo Csontváry
Il museo racchiude le principali opere di Csontváry Kosztka Tivadar (1853-1919), primo pittore ungherese ammirato e conosciuto all'estero. Egli testimonia il passaggio dal tardo impressionismo all'espressionismo, pur essendo difficilmente inquadrabile in una precisa corrente stilistica. Fu molto ammirato da Pablo Picasso.
Visita alla moschea di Yakovali Hassan.
Nella seconda metà del '500 Yakovali Hassan Pașa fece erigere questa moschea fuori dalle mura cittadine. Essa è l'unica moschea esistente in Ungheria perfettamente conservata e dotata del suo originale minareto.
- ore 12,00, partenza per le località vitivinicole di Villány e Villánykövesd
Agli inizi del '700 Carlo VI, padre dell'imperatrice Maria Teresa, concesse ad Eugenio di Savoia grandi latifondi in questa zona per il valore dimostrato nelle guerre contro i turchi. Il Principe Eugenio intuì immediatamente la vocazione vitivinicola di queste colline esposte a meridione e poco distanti dalla Drava e diede il via alla trasformazione del territorio che tutt'ora vanta una delle migliori DOC d'Ungheria. Il recupero della zona, lasciata nel più totale abbandono dai dominatori turchi, fu affidato a centinaia di famiglie richiamate dalla Germania, tanto che l'etnia ungherese rimase minoritaria in queste zone fino all'avvento del regime comunista.
Il villaggio di Villánykövesd è una sequenza di piccole cantine colorate tutte rivolte a sud che lo rendono veramente pittoresco e unico, meta di piacevoli passeggiate.
- ore 12,45 circa, pranzo (cucina e musica tipiche ungheresi)
- ore 15,00, visita al Museo del Vino e ad alcune cantine con degustazioni. Rientro a Pécs con serata libera.
- Lunedì, 5 aprile (Pasquetta): mattinata libera a Pécs con possibilità di visite ad ulteriori musei (pranzo libero)
- 13,00 partenza per il rientro in Italia (arrivo previsto alle ore 20,00 circa).
Info: Costo orientativo (mezza pensione, per trenta persone): € 350,00/persona in camera doppia (+ € 100,00 ca. per camera singola).
Il viaggio si potrà effettuare soltanto se si raggiungerà il numero di 30 partecipanti (max 50). Tutti i partecipanti dovranno essere iscritti alla Società Friulana di Archeologia. Iscrizioni in corso, dietro versamento di anticipo di € 100, entro il 5 febbraio 2010; il saldo dovrà avvenire entro il 5 marzo 2010. Rivolgersi in Segreteria o presso le rispettive Sezioni.
Organizzazione a cura della Sezione Isontina, ma con possibilità di parteciparvi anche da parte dei soci delle altre Sezioni e della Sede di Udine.