ANTICO EGITTO – Tra Uomini e Dei.

ANTICO EGITTO – Tra Uomini e Dei.

Ciclo di incontri, con il patrocinio della Regione Autonoma FVG, del Consiglio Regionale del FVG e del Comune di Udine.

La storia egizia, per tutta la sua durata, è stata forgiata dall’interazione tra gli esseri umani, espressione del mondo reale, e gli esseri divini e semi-divini che popolavano la ricca e articolata dimensione parallela del pantheon egizio. Altrettanto reale anche quest’ultima in quanto permeava la vita degli uomini del Nilo non meno delle vicende più o meno importanti della vita quotidiana. Potere regale, religione, medicina, magia, architettura erano chiavi essenziali di questo rapporto: alcuni uomini e donne, ma anche alcune entità dell’Oltremondo, ricoprirono un ruolo particolarmente importante in questi ambiti ed i loro nomi furono consegnati per sempre alla storia. Parleremo di alcuni di loro: Thutmosi III, il faraone guerriero che ampliò la sfera di influenza egizia ai suoi massimi confini, e lo fece in nome del suo padre divino Amon. Così Ankhesenamon, moglie del più noto Tutankhamon, si trovò nel bel mezzo delle lotte di potere tra il dio Aton, l’unico dio dell’eresia amarniana, e il dio Amon. Il visir Imhotep, architetto reale e uomo di conoscenza vissuto nell’Antico Regno e considerato uno dei grandi saggi della cultura egizia, venne in seguito venerato come una divinità a cui furono dedicati dei templi e culti specifici. Infine sovrani e uomini comuni dell’antico Egitto vissero le loro esistenze in un rapporto complesso con i Demoni, creature dell’Oltremondo che agivano ai limiti del mondo reale. Queste creature sovrumane potevano attaccare i viventi, farli ammalare, ma anche aiutarli, salvarli dal male, oppure ancora ostacolarli nella rinascita dopo la morte. Uno stretto legame quello tra l’umano e il divino, che emerge nelle storie quotidiane come nelle grandi vicende dell’intero paese del Nilo.

* Venerdì 15 marzo 2019, ore 17.30, in Torre di Porta Villalta, Ankhesenamon, la sposa di Tutankhamon, a cura di Chiara Zanforlini.
Tutti conosciamo Tutankhamon grazie alla scoperta della sua splendida tomba, ma poco si è detto della sua sposa, Ankhesenamon. Ella compare più volte insieme al marito negli oggetti posti nella tomba, ma abbiamo anche sue raffigurazioni del periodo amarniano come giovane fanciulla. È inoltre rappresentata in vari monumenti fatti erigere dal marito, fra cui il tempio di Luxor, dove ad esempio ha le fattezze della dea Mut. Probabilmente si tratta della madre delle due bambine i cui corpi mummificati sono stati trovati nella tomba di Tutankhamon. È anche possibile che sia stata poi sposata ad Ay, ma mancano prove certe, perché non ebbe un ruolo politico nel regno di quest’ultimo. Sua è probabilmente una lettera al re hittita Suppiluliuma, in cui chiede aiuto dopo la morte del marito. A differenza del marito, la sua tomba non è mai stata individuata con certezza, anche se recenti scoperte hanno fatto sperare nell’individuazione della tomba e della mummia della regina.

* Venerdì 22 marzo 2019, ore 17.30 in Torre di Porta Villalta, Dall’umano al divino: la straordinaria storia di Imhotep, a cura di Susanna Moser.
Imhotep, visir del faraone Djoser della III dinastia, è un personaggio relativamente noto. La sua fama di grande sapiente, medico e architetto è sopravvissuta fino a noi, anche in forma “solida”: l’opera da lui progettata, il complesso funerario che include la piramide a gradoni di Saqqara (la più antica architettura in pietra finora attestata in Egitto), rimane tutt’ora a imperitura testimonianza del suo straordinario ingegno.
Meno noto è il suo destino dopo la vita terrena. Dopo circa un migliaio di anni dalla sua morte, era ancora ricordato come saggio dagli antichi Egizi, i quali gli attribuirono un’ascendenza divina, trasformandolo di conseguenza in una vera e propria divinità. Questa affascinante storia ci dimostra che a volte lo studio e il duro lavoro pagano (almeno nell’antico Egitto)!

* Venerdì 29 marzo 2019, ore 17.30 in Torre di Porta Villalta, Thutmosi III: Un faraone enigmatico, a cura di Marina Celegon.
La maggior parte dei testi che parlano di Thutmosi III sono focalizzati su due aspetti: da un lato il discusso rapporto subordinato alla regina Hatshepsut e, dall’altro, il suo valore di condottiero che lo portò ad ampliare i confini dell’Egitto alla massima estensione, tanto a nord che a sud. Ne escono due immagini del re contrastanti: da un lato un uomo debole, sottomesso alla potente matrigna, dall’altro un re sorprendentemente abile. Ma qual è il vero Thutmosi? Oggi abbiamo elementi per riconsiderare la figura di questo re: egli fu un grande innovatore in campo architettonico e artistico, ma anche sul piano organizzativo e politico. I documenti ci presentano anche alcuni aspetti dell’uomo Thutmosi, sportivo, intelligente, curioso, colto, religioso ed anche poeta. Un personaggio che seppe non solo conquistare un impero ma anche mantenerlo utilizzando un ben dosato mix di forza e strategia militare, di diplomazia e persuasione, lasciando in eredità al suo successore un Egitto stabile e protagonista sulla scena politica internazionale.

* Venerdì 5 aprile 2019, ore 17.30 in Torre di Porta Villalta, Demoni dell’Antico Egitto, a cura di Andrea Vitussi.
Creature sub-divine, che vivono su un piano diverso e si manifestano nei luoghi liminali, presso il confine crepuscolare tra il mondo fisico e l’aldilà. Guardiani, Messaggeri ed Esecutori che agiscono sia al comando degli dei maggiori, ma anche in autonomia, operando in una dimensione che si pone oltre l’etica e la morale umana. Latori di benefici, illuminazione e protezione ma anche di sofferenza, malattia e morte. Sono spesso oggetto di testi funerari, delle formule di protezione o delle descrizioni delle vie “nascoste” dell’Oltremondo, ma compaiono anche in testi relativi alla “magia/medicina” del quotidiano e sulle pareti dei templi.  Il sogno e gli stati di coscienza non ordinari sono alcune delle porte attraverso cui possono superare il sottile confine fra i due mondi per interagire con la terra dei viventi. Ecco, in questa monografia, i cosiddetti “Demoni” dell’antico Egitto: visti da vicino, nella suggestiva luce rivelatrice che si effonde dall’analisi dei testi e dei documenti ereditati dall’antica civiltà del Nilo.