TRIESTE. “I musei e il mare”, conferenze.

TRIESTE. “I musei e il mare”, conferenze.

Alla Sala Lelio Luttazzi del Magazzino 26 in Porto Vecchio, ha preso il via un ciclo di conversazioni che mettono in relazione alcuni aspetti delle collezioni museali con il mare, a cura della direzione del servizio musei e biblioteche, incontri che saranno successivamente distribuiti fino a mercoledì 15 dicembre.
Non solo marineria, ma scienza e natura, Oriente e Occidente, archeologia, fotografia e cartografia, pittura e musica in un itinerario attraverso le civiche raccolte che spazia dal mondo antico ai giorni nostri. A tracciare la rotta di questo viaggio, conservatori, responsabili e operatori dei singoli istituti.
L’itinerario si articola in tredici tappe, tutte a ingresso libero, con inizio alle ore 17.30. Nel rispetto della normativa anti-covid in vigore, si accede con green pass.

* Venerdì 10 settembre 2021, ore 17.30, Sala Lelio Luttazzi del Magazzino 26 in Porto Vecchio «Collezionismo archeologico sulle rotte mediterranee» il Civico Museo d’Antichità «J.J. Winckelmann» di Trieste, Marzia Vidulli Torlo.
Il rilievo di una nave romana a vela quadra su un monumento del I secolo d.C. rinvenuto in piazza Oberdan si gonfia di vento per introdurre una rilettura originale per presentare, con una nutrita serie di immagini, le ricche collezioni archeologiche del Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”: un museo nato alla metà dell’Ottocento intorno al monumento a Winckelmann, lo studioso tedesco che pose le basi della moderna storia dell’Arte Antica e dell’Archeologia, morto assassinato nel 1768, quando era ospite di passaggio nella nostra città. Originariamente doveva trattarsi di un museo di storia locale, ma il porto e i ricchi mercanti fecero arrivare in città e donarono o vendettero al museo oggetti o intere raccolte “d’oltre mare”. Così lungo le rotte adriatiche confluirono vasi ciprioti, greci e magnogreci; egizi e romani, fino alla più recente donazione della collezione maya “Cesare Fabietti” dal lontano El Salvador, arrivata nelle stive di una nave del Lloyd Triestino.

Fonte: Amici dell’Archeologia a Trieste, Susanna Moser