UDINE. Antichi abitatori delle grotte in Friuli.

UDINE. Antichi abitatori delle grotte in Friuli.

Mostra allestita presso il Castello di Udine, aperta al pubblico, fino al 27 febbraio 2022.
Considerato il particolare periodo, gli orari di ingresso sono limitati a mercoledì e giovedì dalle 15.00 alle 18.00 e venerdì dalle 15.00 alle 19.00, prenotando allo 0432.1272591.
Museo friulano di storia naturale e Museo archeologico insieme, nel biennio della manifestazione ESOF 2020 “Science of citizens”. Inaugurata ieri a Udine in Castello, “Antichi abitatori delle grotte in Friuli”, la mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune e curata da Giuseppe Muscio e Paola Visentini, conservatori dei due musei.
Un’esposizione suggestiva, su quattro sale, che desidera leggere le tracce lasciate dagli animali e dagli uomini nelle grotte del Friuli Venezia Giulia, con una comunicazione accessibile e un uso eco-sostenibile dei materiali dell’allestimento.
La mostra durerà tutto l’anno (anzi, fino al 27 febbraio 2022). L’approccio è interdisciplinare: «Un accostamento tra storia e scienza, tra uomo e natura, tipico della Preistoria», come racconta Paola Visentini, curatrice insieme a Giuseppe Muscio anche del notevole catalogo (cdm associati). Molti sono i soggetti che collaborano al progetto: oltre alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Fvg, ai Musei Provinciali di Borgo Castello di Gorizia, al Museo speleologico scientifico della Grotta Gigante, alla Biblioteca Civica Joppi, all’Archivio Egidio Feruglio e al Circolo Speleologico e Idrologico Friulano di Udine, che forniscono gran parte del materiale espositivo, portano un contributo il Dipartimento di Studi Umanistici – Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche, Università degli Studi di Ferrara, il Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Trieste e il Museo Archeologico Nazionale di Cividale.
Abbiamo chiesto proprio a Paola Visentini, conservatore dell’Archeologico, di dedicarci alcuni approfondimenti.
Su quale ritrovamento vorrebbe porre l’attenzione?
«Sul Riparo di Biarzo, scavo condotto dal Museo Friulano di Storia Naturale e dall’Università di Ferrara nel 1982, i cui materiali, quali strumenti in selce, manufatti in osso, conchiglie forate e resti faunistici, sono stati di recente sottoposti a nuove analisi. Tra i lavori che hanno destato maggiori sorprese, lo studio genetico sui campioni di suini che ha messo in discussione la provenienza di questa specie domestica dal Vicino oriente ipotizzandone una domesticazione locale».
Perché l’interesse sulle grotte si accende a fine Ottocento? Quali i protagonisti?
«Alla fine dell’Ottocento, sulla scia di quanto già da alcuni decenni avveniva nell’area classica del Carso, vicina ma allora parte dell’impero Austro-Ungarico, anche in Friuli si accende l’interesse per l’esplorazione delle grotte e lo studio del fenomeno carsico. Da allora, in centocinquant’anni, le grotte conosciute nel settore prealpino orientale, dalle Valli del Torre sino a quelle del Natisone e dello Judrio, esplorate ed inserite nel catasto grotte, sono oltre 800. Le prime ricerche preistoriche in grotta risalgono al 1877 ad opera di Camillo Marinoni, a cui seguirà l’attività di Achille Tellini, Giovanni Battista De Gasperi, Egidio Feruglio, Francesco Musoni, Ardito Desio, soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, e protagonisti della grande scuola geografica italiana di Giovanni Marinelli».
Cosa significa “un approccio interdisciplinare”?
«Questo progetto espositivo, che è stato fortemente voluto dall’Assessorato alla Cultura di Udine, ha una solida struttura scientifica, basata sul difficile dialogo tra cultura umanistica e discipline scientifiche e naturalistiche. Ecco perché la scelta di un lavoro condiviso tra Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale, mi ha permesso di condividere con Giuseppe Muscio, che ha curato la parte speleologica e paleontologica del progetto, il lavoro di costruzione dell’esposizione e del catalogo. La mostra ha avuto infatti una importante fase di preparazione collettiva, fatta di sopralluoghi in grotta con i soci del Circolo Speleologico, di ricerca documentale, di selezione dei materiali che meglio potessero far comprendere i contenuti».
Autore: Elena Commessatti                                                                     Fonte: messaggeroveneto.gelocal.it, 3 mar 2021

Info
: Museo Archeologico e Lapidario – Civici Musei e Gallerie di Storia ed Arte
Colle del Castello – I-33100 UDINE – Tel +39(0)432.1272767
Sezione Paletnologica e Antropologica – Museo Friulano di Storia Naturale
Via C. Gradenigo Sabbadini, 22/32 – I-33100 UDINE – Tel +39(0)432 1273211
Museo Etnografico del Friuli,Borgo Grazzano, 1 33100 UDINE Tel. 04321272921