Alto Medioevo senza segreti per i 1200 anni di San Canzian.

Alto Medioevo senza segreti per i 1200 anni di San Canzian.

Un approfondimento in varie declinazioni su quanto accadde in quel periodo nella Bisiacaria pensato per celebrare la prima citazione del nome del paese.
San Canzian è già pronto a celebrare la profondità e l’importanza delle proprie radici, così intimamente legate alla fede cristiana a partire dall’epoca imperiale romana, che vide martirizzati nella località Canzio, Canziano e Canzianilla e il loro pedagogo, Proto.
Nel 2019 ricorrono i 1.200 anni dalla prima comparsa del nome San Canzian in un diploma dell’imperatore Ludovico il Pio, datato 17 febbraio 819, in cui si cita il “vicus sanctorum Cantianorum” a proposito di un “monasterium sanctae Mariae constructum in honorem sanctorum Cantianorum“.
L’amministrazione comunale ha quindi predisposto un progetto con cui si propone di far luce sulla vita del territorio nell’Alto Medioevo attraverso appuntamenti in grado di coinvolgere tipologie di pubblico, al di là dell’attività specifica pensata per le scuole assieme alla Sezione isontina della Società friulana di archeologia. Come spiega la consigliere comunale delegata alla Cultura Flavia Moimas, il programma di eventi prenderà il via proprio il 17 febbraio con l’apposizione di una targa in ricordo del “battesimo ufficiale” di San Canzian d’Isonzo per proseguire nella prima parte della primavera con i laboratori per i bambini sulla ricerca diretta delle fonti negli archivi del Comune di Monfalcone e di Stato di Trieste e poi fino all’autunno con una serie di convegni ed eventi. Tutti saranno realizzati nel paese che conserva i resti dei tre martiri, portandone il nome. In concomitanza con la processione in onore dei martiri, che il nuovo parroco don Francesco Fragiacomo ha deciso di ripristinare, anticipandola il prossimo anno di un giorno e quindi al 30 maggio, il centro della Bisiacaria sarà teatro anche di una Festa medievale, che in questi ultimi anni Bruno Tirel ha sempre proposto, ricreando ambienti e sapori del periodo.
«Vorremmo fosse un modo più appetibile per veicolare la storia», spiega Flavia Moimas. Il progetto avrà però come partner non solo i Comuni gemellati di Sankt Kanzian e Divaccia, e di Turriaco, la cui scuola primaria sarà pure coinvolta, ma anche l’Università di Trieste. L’intenzione è di «utilizzare questa occasione per riprendere il percorso di ricerca e valorizzazione dei resti archeologici avviato alcuni anni fa, arrivare a un ampliamento degli studi esistenti e quindi produrre risultati fruibili dal pubblico».
Uno di quelli che l’amministrazione locale sta già perseguendo assieme alla parrocchia è senz’altro la riapertura dell’Antiquarium annesso alla chiesa dei Santi martiri Canziani.
«Almeno in modo saltuario – afferma la consigliere – e in collegamento con Aquileia, con cui stiamo pure lavorando. Da parte di don Francesco abbiamo trovato una grande apertura e la volontà di raggiungere una soluzione».

Autore: Laura Blasich

Fonte: https://ilpiccolo.gelocal.it, 20 dic 2018