Forse non tutti sanno che … a Turriaco…

Forse non tutti sanno che … a Turriaco…

La villa dei conti Priuli, ancora oggi visibile nella piazza principale del paese, era un importante centro di produzione vinicola. Nell’edificio principale, il primo ed il secondo piano erano dedicati alla residenza dei nobili, mentre il piano terra era dedicato alle attività economiche legate alla terra. Proprio lì, infatti, si collocavano lo scrittoio, le sale in cui venivano ricevuti gli osti, i mercanti e i funzionari della finanza.
Attorno all’aia rustica, il curtivon, le sale utilizzate per l’allevamento dei bachi da seta, le abitazioni dei coloni e collaboratori, stalle e scuderie, granai e fienili, la rimessa delle carrozze, il laboratorio per la distillazione della grappa.
Ai fabbricati della scuderia e dei granai erano attaccate le pergole di viti di moscato, mentre i vitigni pregiati venivano coltivati nel brolo, l’orto privato del proprietario terriero. In campagna, gran parte del latifondo era coltivato a vite.
La maggiore fonte di entrata della villa, era, appunto, la vendita del vino, che veniva prodotto in diverse tipologie, per soddisfare tutte le richieste di mercato: la rossara, di qualità inferiore, realizzata con uve scadenti, rossastre e poco mature, i vini bianchi e rossi di qualità venduti a Trieste e Udine e agli osti più facoltosi del territorio. Le uve pregiate erano lavorate alla francese (champagne!), mentre il pregiato picolit veniva lavorato ad uso e consumo della tavola del conte. Solo queste due ultime produzioni di pregio venivano imbottigliate, per tutte le altre la vendita era in botti di legno.
Desirée Dreos