PAESTUM/CAPACCIO (Sa). Gli studenti di tre licei friulani hanno rinnovato per il settimo anno l’esperienza di volontariato, contribuendo alla conservazione e al mantenimento della zona dei templi.

PAESTUM/CAPACCIO (Sa). Gli studenti di tre licei friulani hanno rinnovato per il settimo anno l’esperienza di volontariato, contribuendo alla conservazione e al mantenimento della zona dei templi.

Il Friuli, 17/06/2009

La passione per l'archeologia nasce sui banchi di scuola. È proprio il caso di dirlo se prendiamo a esempio i ragazzi dei licei udinesi “Marinelli”, “Stellini” e “Copernico” che, anche quest'anno, hanno partecipato al “Progetto Paestum” con il sostegno della Società friulana di archeologia.


L’iniziativa, giunta al settimo anno, non conosce crisi perché nasce con lo scopo di avvicinare i ragazzi al mondo dell’archeologia e di sensibilizzarli al rispetto e alla conoscenza dei beni culturali e storici di cui l’Italia è molto ricca, ma che spesso per l’esiguità dei finanziamenti concessi non è in grado di conservare e valorizzare.


Dal 28 maggio al 6 giugno 45 studenti, insieme ai relativi insegnanti, alcuni soci della Società e tre studenti universitari di archeologia, si sono impegnati nell’opera di volontariato, contribuendo alla conservazione e al mantenimento della leggibilità delle strutture della zona prospiciente ai templi, occupata dai resti di insulae romane di epoca repubblicana e imperiale sommersi da una proliferante vegetazione erbacea, che rendeva l’ area non agevolmente visitabile e la sua fisionomia di difficile comprensione.


Si tratta di un contributo importantissimo per la valorizzazione del Parco Archeologico di Paestum che, a causa del complesso sistema amministrativo che regola l’assegnazione dei fondi destinati alle aree archeologiche, si trova in una situazione di parziale degrado.


Per questo, anche quest’anno, diversi esponenti dell’amministrazione locale si sono congratulati con le scuole friulane per il lavoro svolto con tanto entusiasmo e gratuitamente: troppo spesso eventi di pura visibilità mettono in secondo piano operazioni che, pur nella loro umiltà e semplicità, sono assolutamente necessarie.