STATUE, GRUPPI E PESUDOGRUPPI. La statuaria dell’Antico Regno, di Marina Celegon.

STATUE, GRUPPI E PESUDOGRUPPI. La statuaria dell’Antico Regno, di Marina Celegon.

Fin dagli albori della storia la statuaria fu molto importante per gli egiziani. La maggior parte delle statue erano realizzate non per essere viste, ammirate dai vivi ma per fornire un corpo al Ka del defunto, parola che traduciamo per semplicità come anima.
Dopo le prime statue realizzate nelle prime dinastie, ancora piuttosto rigide e compatte, dalla fine della III dinastia e per tutto l’Antico Regno (2592 – 2120 a.C.) i laboratori reali crearono, accanto a quelle dei sovrani e della famiglia reale, alcune delle statue di privati più belle. Altri laboratori realizzarono statue per i funzionari e i sacerdoti, più o meno numerose ed elaborate a seconda della loro possibilità. Nessuna tomba sarebbe stata completa senza almeno una statua del defunto e possibilmente numerose, sia da solo che con la famiglia.
Le statue erano inserite nelle cappelle e nei Serdab, stanze chiuse destinate ad accoglierle. Questi sono stati ritrovati in oltre 600 tombe, che datano dalla Prima dinastia fino al Primo Periodo Intermedio e da questi proviene molta parte di statue di privati dell’Antico Regno. Circa un migliaio di statue di cortigiani del periodo sono sopravvissute fino ad oggi, di altre migliaia abbiamo solo frammenti. Secoli di volti che oggi arricchiscono i musei di tutto il mondo.
Se volete conoscerne alcuni, leggete l’allegato: STATUE, GRUPPI E SOTTOGRUPPI

Marina Celegon