SEQUALS (Pn). A villa Savorgnan riproposti i giochi da tavolo romani.

SEQUALS (Pn). A villa Savorgnan riproposti i giochi da tavolo romani.

Rendere la cultura un piacevole racconto in cui non manca l’intrattenimento, non soltanto nel campo della scienza, ma anche in quello della storia. Una formula di successo, come dimostra il pomeriggio speciale tutto dedicato agli antichi giochi da tavolo romani promosso a villa Savorgnan di Lestans, dal Gruppo archeologico Archeo 2000.
Nonostante il meteo incerto, in tanti hanno partecipato alle iniziative realizzate dal locale gruppo archeologico, a cominciare dai banchetti didattici di ricostruzione degli antichi giochi da tavolo romani, a cura dei rievocatori della Sezione Giuliana della Società Friulana di Archeologia /XV Legio Apollinaris, la quale ha dato la possibilità al pubblico di vedere, conoscere e provare a giocare con ricostruzioni filologiche, come il ludus latrunculorum, da cui ha preso il nome l’iniziativa, il duodecima scripta, la petteia, gli astragali e molti altri.
«In epoca romana era in voga il ludus latrunculorum, o gioco dei ladruncoli. Si tratta di un gioco di strategia militare (precursore della moderna dama) nel quale due eserciti si fronteggiano in una battaglia in cui, per vincere, occorre catturare gli avversari. Per giocare non servono dadi e dunque il gioco non era tra quelli ritenuti d’azzardo. Anzi, i giocatori più bravi erano tenuti in grande considerazione dal pubblico», ricorda Paolo Dalla Bona, il presidente del sodalizio lestansese che, da oltre un quarto di secolo, è impegnato in attività di ricerca, didattica e archeologia sperimentale.
Lo spunto iniziale che diede il via all’attività del gruppo fu la scoperta di una necropoli di epoca romana in via dei Tigli a Lestans, emersa nel 1973 in occasione della realizzazione di alcuni interventi accessori nelle case per braccianti agricoli. All’epoca, in un paio di mesi si recuperarono una quindicina di sepolture a incinerazione indiretta. Dallo studio dei reperti è emerso che in questa necropoli sarebbero stati sepolti militi, reduci di guerra o veterani, per la presenza di alcuni elementi specifici in ambito militare.

Fonte: www.messaggeroveneto.it, 11 mag 2019